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Vino, generazione Z e Millennials: una ricerca Sgw x Carrefour

25/10/2022

Uno dei dilemmi nel mondo del vino e delle cantine è come catturare il pubblico più giovane, un segmento di mercato molto particolare a causa della bassa capacità di spesa e della scarsa conoscenza del mondo del vino. Ogni cantina tenta di superare questa barriera in modo diverso, con vari gradi di successo.

SWG e Carrefour hanno collaborato allo studio “Annata 2.0 – il vino per i nativi digitali” per capire come i giovani vedono l’industria del vino. I partecipanti al sondaggio si dividono in due generazioni: Millennials (nati tra il 1986 e il 1996) e Generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012).

Lo studio è stato presentato a Palazzo Bovara, al centro della Settimana del Vino di Milano.

Secondo lo studio, il vino è importante per entrambe le generazioni: per i Millennials supera le altre bevande alcoliche (88%), mentre per la Gen Z è secondo solo alla birra, ma con un margine significativo (60%). Tuttavia, secondo la ricerca, si tratta di un consumo più “distratto”: la Gen Z, infatti, è meno consapevole delle proprie scelte di acquisto perché poco informata. Il vino mantiene il suo status di prestigio tra i giovani, per questo il 60% della Gen Z e il 67% dei Millennials vogliono consumarlo con consapevolezza e acquistarlo con cura.

Secondo queste statistiche, i giovani amano il vino ma lo ritengono troppo lontano. È colpa della comunicazione, che è troppo istituzionalizzata, elevata e orientata alle vecchie generazioni.

“Veicolare un messaggio con i valori del vino ma in un modo più comprensibile è ormai un obbligo. Noi siamo convinti che una comunicazione più fresca, unita all’approfondimento dei temi più sensibili, siano fondamentali”: è stata la conclusione di Lorenzo Cafissi, responsabile Vino Carrefour Italia.

Ma quali valori devono trasmettere? I giovani danno maggiore importanza alle caratteristiche organolettiche, al territorio di provenienza del vino e alla presenza dell’indicazione di origine. La notorietà dell’azienda produttrice e il numero di bottiglie prodotte sono all’ultimo posto. L’utilizzo di materie prime a chilometro zero, come sempre, è fondamentale, così come la sostenibilità del processo produttivo.

La qualità del vino non è più sufficiente a garantire un prodotto di successo: una comunicazione efficace che coinvolga più target è diventata un ingrediente essenziale nella ricetta di un vino di successo. Se prima era facoltativo, aggiornare il modo in cui si comunica il proprio prodotto ora sembra essere obbligatorio.

Image by lookstudio on Freepik

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