Il vino dealcolato è legge: chi sono i suoi consumatori?

10/01/2025

Dal 1° gennaio 2025, l’Italia ha dato il via libera alla produzione di vini dealcolati e parzialmente dealcolati. Con la firma del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, il 18 dicembre scorso, è arrivata l’approvazione definitiva, superando finalmente limiti e controversie.

Le principali novità del decreto ministeriale

Rispetto alla versione precedente del decreto, sono state introdotte alcune modifiche significative. In primis, l’etichetta dovrà riportare il termine dealcolato invece di dealcolatizzato, come indicato inizialmente. Il decreto stabilisce che i vini dealcolati avranno un contenuto alcolico inferiore allo 0,5% vol., mentre quelli parzialmente dealcolati avranno una gradazione tra 0,5% e 8,5% vol.

Il decreto consente inoltre di ridurre il contenuto alcolico in vari tipi di vino, tra cui spumanti e frizzanti, ma esclude i vini IGT, DOC e DOCG. Questo aspetto potrebbe essere rivisitato in futuro, in particolare per i vini DOCG. Un altro cambiamento importante riguarda le distillerie, che ora potranno produrre vini senza alcol. Inoltre, come richiesto dalle cantine, il processo di dealcolazione potrà essere effettuato all’interno dello stesso stabilimento di vinificazione, ma in ambienti separati.

Infine, il decreto conferma il divieto di aggiungere acqua o aromi esterni, nonché di aumentare il contenuto zuccherino del mosto. Tuttavia, sarà possibile recuperare e riutilizzare l’acqua e gli aromi naturali derivanti dal processo, a condizione che avvenga in un sistema chiuso e automatico.

Il mercato dei vini NOLO

Il mercato dei vini NOLO (No e Low Alcohol) è in rapida espansione, guidato da consumatori sempre più attenti alla salute, al benessere e a uno stile di vita consapevole.

Infatti, il settore NOLO ha registrato una crescita del 34% tra il 2020 e il 2023, con una proiezione di incremento del 7% annuo fino al 2027 (IWSR).

Ma chi sono i protagonisti di questa tendenza? Analizziamo i segmenti di mercato e i dati più significativi per comprenderne il successo.

Segmenti di mercato dei vini NOLO
1. Età
  • Millennial (25-40 anni) e Gen Z (18-24 anni): secondo uno studio di Wine Intelligence del 2023, circa il 40% dei consumatori di vini NOLO appartiene a queste due generazioni. I Millennial rappresentano il segmento più rilevante, grazie alla loro attenzione verso salute e benessere, mentre la Gen Z si avvicina a questi prodotti per curiosità e per un approccio moderato al consumo di alcol.
2. Stile di vita
  • Un report di IWSR del 2022 evidenzia che il 65% dei consumatori di bevande NOLO ha dichiarato di voler ridurre il consumo di alcol per migliorare il proprio stile di vita. Questo gruppo include sportivi, persone che seguono diete specifiche e individui attenti al conteggio calorico.
  • Persone con stili di vita intensi, come professionisti e neogenitori, scelgono vini NOLO per conciliare piacere e responsabilità senza compromettere lucidità e produttività.
  • Secondo Wine Intelligence, le principali ragioni che spingono i consumatori verso i vini NOLO includono il desiderio di uno stile di vita sano (54%), la curiosità verso nuove opzioni (25%) e la necessità di evitare l’alcol in determinate situazioni (21%).
3. Geografia
  • Paesi anglosassoni: Regno Unito, Stati Uniti e Australia sono mercati leader nel segmento NOLO, con una crescita annua del 10% tra il 2020 e il 2023 (IWSR). In particolare, il Regno Unito rappresenta il 30% del consumo globale di vini NOLO.
  • Europa continentale: Germania, Francia e Paesi Scandinavi stanno registrando un rapido aumento della domanda, grazie a una maggiore consapevolezza sui benefici del consumo moderato.
E in Italia?

Sebbene il mercato italiano dei vini NOLO sia ancora in fase iniziale rispetto ad altri paesi europei, sta emergendo un interesse crescente. Secondo uno studio di Nomisma Wine Monitor del 2023, il 15% dei consumatori italiani ha provato almeno una volta vini a bassa gradazione alcolica o analcolici, con un’attenzione particolare tra i giovani e i professionisti urbani. Le regioni del Nord Italia, in particolare Lombardia ed Emilia-Romagna, registrano la domanda più alta. Inoltre, l’incremento della disponibilità di vini NOLO nella GDO e nei ristoranti ha favorito una maggiore accessibilità per il consumatore. Tra le motivazioni principali, spicca l’interesse per aperitivi più leggeri e opzioni che consentano di mantenere la concentrazione durante eventi sociali o incontri di lavoro.

Sempre secondo Nomisma, gli italiani tendono a scegliere vini NOLO principalmente per aperitivi e cene informali, soprattutto in contesti urbani e metropolitani. Le vendite di vini NOLO sono particolarmente dinamiche nel canale dell’e-commerce, che rappresenta circa il 10% del volume totale, con una crescita del 20% rispetto all’anno precedente.

In conclusione, l’approvazione della legge che regolamenta la produzione dei vini dealcolati in Italia segna una svolta importante per il settore, rispondendo alle esigenze di un numero crescente di consumatori. Con l’espansione del mercato dei vini NoLo, i produttori italiani hanno ora l’opportunità di soddisfare una domanda in rapida crescita, offrendo soluzioni innovative e di qualità ad un pubblico che spazia per età, stile di vita e preferenze. Questo nuovo scenario conferma il potenziale di questa categoria come una parte integrante dell’offerta vinicola futura.

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