La biodiversità vitivinicola riveste un’importanza cruciale non solo per la conservazione delle varietà tradizionali, ma anche per la sostenibilità e l’adattamento ai cambiamenti climatici delle pratiche viticole.
In particolare, le regioni storicamente dedicate alla viticoltura, come la costa nord-occidentale della Toscana, offrono un ampio patrimonio di varietà autoctone, molte delle quali rischiano di scomparire a causa di fattori quali l’urbanizzazione, l’industrializzazione e l’abbandono delle coltivazioni.
L’articolo intitolato “Protection of viticultural biodiversity: genetic and phenotypic characterisation of grapevine varieties from the northwest coastal area of Tuscany (Italy)*”, dei ricercatori del CREA – Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia, rappresenta un contributo significativo allo studio della biodiversità delle viti in questa area. Lo studio ha mirato a caratterizzare geneticamente e fenotipicamente diverse varietà di vite raccolte da zone trascurate, con l’obiettivo di proteggere e valorizzare il germoplasma autoctono. Attraverso un’analisi dettagliata basata su marcatori microsatelliti, i ricercatori hanno identificato un insieme di varietà uniche, offrendo così opportunità per il recupero e la valorizzazione di cultivar storiche. I risultati di questa ricerca non solo forniscono nuove informazioni sulla biodiversità vitivinicola toscana, ma pongono anche solide basi per future strategie di conservazione e sviluppo sostenibile del settore vinicolo locale.
L’articolo analizza la biodiversità delle viti in alcuni distretti viticoli minori della costa nord-occidentale della Toscana, concentrandosi sulle aree di Candia dei Colli Apuani, Garfagnana, Lunigiana e Levante Ligure. Sono stati raccolti 99 campioni da margini di campo e aree non coltivate, sottoposti ad analisi molecolari utilizzando 12 marcatori microsatelliti (SSR). I risultati hanno rivelato 58 genotipi unici, di cui 42 erano varietà già note (36 appartenenti a Vitis vinifera e 6 incroci interspecifici) e 16 profili genetici precedentemente non identificati. Circa il 52% dei campioni (52 su 99) è stato propagato vegetativamente e conservato in una collezione vitivinicola, con l’obiettivo di proteggere queste varietà dall’estinzione e di caratterizzarne le proprietà fenotipiche.
La ricerca evidenzia la potenziale riutilizzazione di varietà di vite che erano probabilmente diffuse in passato, contribuendo a rivitalizzare l’eco-enoturismo e a valorizzare il panorama vinicolo locale. Il calo della superficie vitata in Italia, da oltre un milione di ettari negli anni ’70 a circa 700.000 ettari nel 2022, ha causato un’erosione genetica significativa, aggravata dall’abbandono delle coltivazioni e dalla sostituzione di cultivar autoctone con varietà internazionali.
I risultati ottenuti forniscono nuove informazioni sulla composizione del germoplasma autoctono nelle regioni studiate. La caratterizzazione dei genotipi ha permesso di creare una collezione vitivinicola preziosa, proteggendo cultivar emblematiche ritenute estinte o in grave pericolo di estinzione.
Questo studio evidenzia l’importanza della biodiversità vitivinicola per la conservazione delle cultivar locali e per la sostenibilità delle pratiche agricole. La capacità di identificare e caratterizzare varietà autoctone può rivelarsi fondamentale per affrontare le sfide future nel settore vitivinicolo, in particolare in un contesto di cambiamento climatico. Inoltre, l’attenzione verso il recupero di varietà storiche potrebbe favorire una maggiore consapevolezza culturale e un rinnovato interesse da parte dei consumatori per prodotti unici e tradizionali.
Investire nella salvaguardia di queste risorse non solo contribuirà a preservare il patrimonio genetico, ma potrà anche stimolare nuove opportunità economiche legate all’enoturismo e alla valorizzazione di prodotti locali. Gli sforzi per preservare e valorizzare il patrimonio vitivinicolo autoctono possono portare a un futuro più sostenibile per la viticoltura non solo in Toscana, ma anche nelle altre regioni italiane.
*Alessandra Zombardo, Sergio Puccioni, Manna Crespan, Paolo Storchi, Rita Perria, Vincenzo Tosi, Pierpaolo Lorieri, Daniele Migliaro “Protection of viticultural biodiversity: genetic and phenotypic characterisation of grapevine varieties from the northwest coastal area of Tuscany (Italy)”. Pubblicato in Vol. 58 No. 3 (2024): OENO One. Disponibile qui.
