Tipologia vini
Bianchi
Rossi
Rosati
Spumanti
Certificati
Vegan
Allergen Free

Polivinilpolipirrolidone puro in compresse.
20-50 g/hl nei mosti e nei vini bianchi e rosati;
10-40 g/hl come detannizzante nei vini rossi.
80 g/hl dose massima legale.
Il PVPP può essere aggiunto al mosto prima o durante la fermentazione, oppure al vino in ogni fase del processo di lavorazione, purché prima dell’ultima filtrazione; può essere usato insieme ai più comuni chiarificanti senza interferire con la loro azione.
Stemperare PVPP in acqua in rapporto 1:10, lasciare riposare per 2-3 ore prima di aggiungere alla massa in fase di rimontaggio. Usare eventuali altri chiarificanti dopo mezz’ora dall’aggiunta di PVPP.
Sacchetto da 1 kg, fusto da 10 kg.
Conservare in un luogo fresco ed asciutto.
Teme l’umidità.
Polivinilpolipirrolidone puro in compresse.
20-50 g/hl nei mosti e nei vini bianchi e rosati;
10-40 g/hl come detannizzante nei vini rossi.
80 g/hl dose massima legale.
Il PVPP può essere aggiunto al mosto prima o durante la fermentazione, oppure al vino in ogni fase del processo di lavorazione, purché prima dell’ultima filtrazione; può essere usato insieme ai più comuni chiarificanti senza interferire con la loro azione.
Stemperare PVPP in acqua in rapporto 1:10, lasciare riposare per 2-3 ore prima di aggiungere alla massa in fase di rimontaggio. Usare eventuali altri chiarificanti dopo mezz’ora dall’aggiunta di PVPP.
Sacchetto da 1 kg, fusto da 10 kg.
Conservare in un luogo fresco ed asciutto.
Teme l’umidità.
Il trend commerciale per i prodotti soggetti ad una eccessiva polverosità è sempre più orientato in direzione di forme agglomerate/granulate che limitino la dispersione di polveri a danni dell’operatore, riducendo gli sprechi di prodotto.
L’ultimo progetto di ricerca e sviluppo ha portato essedielle alla produzione di granulati tramite agglomerazione, attraverso la tecnica di agglomerazione su letto fluido. I costi energetici del processo sono però considerevoli, portando alla ricerca di forme economicamente più vantaggiose di processi per la riduzione delle polveri.

La produzione di compresse è un processo consolidato nell’industria farmaceutica, che trasforma prodotti nativi in polvere in forme compatte, più facilmente dosabili e somministrabili.
Il processo di produzione è anche economico perché puramente meccanico, in quanto un certo quantitativo fissato di materiale polveroso viene introdotto all’interno di una cavità formata da due punzoni e uno stampo. I punzoni sono quindi premuti con una forza elevata, in modo da fondere insieme il materiale.
Inizialmente il punzone inferiore si abbassa, in modo da creare una cavità dove accogliere il materiale granulare. La quantità in eccesso viene raschiata via. Il punzone inferiore si abbassa e la cavità viene temporaneamente coperta per evitare perdite di materiale.
Il punzone superiore viene poi abbassato, e allo stesso tempo il coperchio viene rimosso per far sì che il punzone superiore sia in contatto con la polvere.
A questo punto dei rulli di compressione agiscono sul punzone superiore, in modo da impartire la forza di compressione necessaria a far fondere insieme il materiale granulare sotto forma di una compressa.
Infine, il punzone inferiore viene alzato in modo da espellere la compressa.

La facilità produttiva, i bassi costi di produzione e la risoluzione in maniera alternativa alla granulazione della formula in compresse spinge a direzionare gli sforzi in questa tipologia di agglomerazione.

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