Acido sorbico

Conservante che esplica la sua azione principalmente contro funghi e lieviti, mentre non è altrettanto efficace contro i batteri.
L’acido sorbico è un acido grasso polinsaturo con 6 atomi di carbonio e 2 legami trans in posizione 2 e 4. Si presenta come un solido bianco con un tenue odore a temperatura ambiente. Tuttavia, è importante notare che è un composto irritante.
Questo acido organico è impiegato come antimicrobico e antifungino negli alimenti, cosmetici e farmaci fin dal 1945. La sua azione inibente sullo sviluppo di muffe lo rende prezioso per ridurre il rischio di micotossine. Tuttavia, è interessante notare che a concentrazioni non inibitorie (10 mg/ml), non solo non riduce la produzione di aflatossine, ma può stimolare, in determinate condizioni, la formazione di micotossine.
L’efficacia inibitoria dell’acido sorbico è massima nella sua forma indissociata. Con un pKa di 4,76, il suo utilizzo e quello dei suoi sali a pH superiore a 6,5-7 può risultare poco efficace o addirittura inefficace. La concentrazione minima inibitoria (MIC) si misura in ppm ed è dipendente dal pH.
Il JECFA, il Joint FAO/WHO Expert Committee on Food Additives, ha classificato l’acido sorbico e i suoi sali come additivi alimentari sicuri, stabilendo una dose giornaliera accettata per l’uomo di 0-25 mg/kg di peso corporeo.

Acido sorbico 100%.

Dosaggi massimi consentiti:

  • alcuni latticini e formaggi: 1000 mg/kg;
  • sulla buccia dei limoni freschi: 20 mg/kg;
  • frutta secca: 1000 mg/kg;
  • confetture/marmellate a basso tenore di zucchero: 1000 mg/kg.

Aggiungere alla massa da trattare.

Sacchetto da 1 kg e sacco 25 kg.
Conservare in un luogo fresco ed asciutto, al riparo da fonti di calore.

L’acido sorbico è un acido grasso polinsaturo con 6 atomi di carbonio e 2 legami trans in posizione 2 e 4. Si presenta come un solido bianco con un tenue odore a temperatura ambiente. Tuttavia, è importante notare che è un composto irritante.
Questo acido organico è impiegato come antimicrobico e antifungino negli alimenti, cosmetici e farmaci fin dal 1945. La sua azione inibente sullo sviluppo di muffe lo rende prezioso per ridurre il rischio di micotossine. Tuttavia, è interessante notare che a concentrazioni non inibitorie (10 mg/ml), non solo non riduce la produzione di aflatossine, ma può stimolare, in determinate condizioni, la formazione di micotossine.
L’efficacia inibitoria dell’acido sorbico è massima nella sua forma indissociata. Con un pKa di 4,76, il suo utilizzo e quello dei suoi sali a pH superiore a 6,5-7 può risultare poco efficace o addirittura inefficace. La concentrazione minima inibitoria (MIC) si misura in ppm ed è dipendente dal pH.
Il JECFA, il Joint FAO/WHO Expert Committee on Food Additives, ha classificato l’acido sorbico e i suoi sali come additivi alimentari sicuri, stabilendo una dose giornaliera accettata per l’uomo di 0-25 mg/kg di peso corporeo.

Acido sorbico 100%.

Dosaggi massimi consentiti:

  • alcuni latticini e formaggi: 1000 mg/kg;
  • sulla buccia dei limoni freschi: 20 mg/kg;
  • frutta secca: 1000 mg/kg;
  • confetture/marmellate a basso tenore di zucchero: 1000 mg/kg.

Aggiungere alla massa da trattare.

Sacchetto da 1 kg e sacco 25 kg.
Conservare in un luogo fresco ed asciutto, al riparo da fonti di calore.

In alternativa, usa:

per unire l’azione inibente nei confronti di batteri e muffe a un’azione stabilizzante e aromatizzante

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