SI È CHIUSA LA 54° EDIZIONE DEL VINITALY: UN PRIMO BILANCIO

Dal 10 al 13 aprile 2022 si è svolta la 54° edizione del Vinitaly, dopo due anni di assenza. Cosa si può dedurre da quella che è stata battezzata come “l’edizione della ripartenza”? Sicuramente la presenza internazionale è stata molto forte: su un totale di 88mila presenze in 4 giorni,  25mila sono da attribuire a Paesi stranieri. Nonostante il previsto calo del pubblico che – stando ai primi risultati – dovrebbe ammontare al 20% in meno, è cresciuto il numero di buyer presenti alla manifestazione, soprattutto dall’estero.

Nello specifico, sono stati 130 i buyer confermati dagli Usa. Interessanti anche i numeri dal Sudamerica, con operatori provenienti da 10 stati su 12 della macroregione (Ecuador, Colombia, Brasile, Argentina, Costa Rica, Perù, Guatemala, Messico, Panama e Cile). Ma la vera novità di questa edizione proviene dall’Africa, con collettive professionali da Mozambico, Kenya, Etiopia, Camerun e Angola. 

I grandi assenti? Cina, Giappone e Russia: le prime due a causa della pandemia (soprattutto in Cina, dove ad oggi permangono i provvedimenti di lockdown da parte di Pechino) e l’ultima a seguito del conflitto russo-ucraino. Questo contingente pesa per circa 5mila mancati arrivi.

A livello nazionale, invece, la manifestazione ha rilanciato le presenze del Centro-Sud, in rialzo con quelle del Nord. 

Si guarda ora al futuro, per un comparto entusiasta di essere tornato a Verona dopo ben 3 anni.

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